Il dolore lombare può comparire improvvisamente, magari dopo un movimento apparentemente banale, oppure svilupparsi lentamente e diventare una presenza costante nella vita quotidiana.
Piegarsi per mettere le scarpe, rimanere seduti a lungo, alzarsi dal letto, sollevare un peso o semplicemente camminare possono diventare attività difficili. Quando il dolore persiste, inoltre, è facile iniziare a evitare alcuni movimenti per paura di peggiorare la situazione.
Sono il Dott. Marco Indirli, fisioterapista e fondatore di MIND Fisioterapia a Roma. Nel mio studio mi occupo della valutazione e della riabilitazione delle principali problematiche muscolo-scheletriche della colonna lombare.
Il mio obiettivo non è semplicemente individuare il punto che fa male, ma comprendere quali fattori stanno contribuendo al problema e quali capacità dobbiamo recuperare per permetterti di tornare a muoverti con sicurezza.
Il dolore lombare è estremamente comune e può presentarsi in modi molto differenti.
In alcune persone rimane localizzato nella parte bassa della schiena; in altre può estendersi verso gluteo o arto inferiore. Può essere presente soprattutto durante alcuni movimenti, dopo essere rimasti a lungo nella stessa posizione oppure durante attività fisiche e lavorative.
Una delle cose più importanti da comprendere è che dolore non significa necessariamente danno.
Alterazioni come protrusioni, ernie discali o fenomeni degenerativi possono essere presenti anche in persone che non hanno dolore. Per questo motivo un’immagine radiologica, da sola, non è sufficiente per spiegare come una persona sta realmente.
Durante la prima visita integriamo quindi eventuali esami diagnostici con la storia del problema e una valutazione approfondita di movimento, forza, sensibilità, funzione e attività che modificano i sintomi.
Quando necessario viene inoltre effettuato uno screening neurologico per valutare un eventuale coinvolgimento delle strutture nervose.
La maggior parte degli episodi di lombalgia viene definita dolore lombare non specifico: significa che il dolore non può essere attribuito con certezza a una singola struttura anatomica.
Questo non significa che il dolore sia immaginario o che non esista una spiegazione. Significa che dobbiamo comprendere il problema considerando l’insieme dei fattori clinicamente rilevanti per quella persona.
Tra le presentazioni che più frequentemente possono richiedere un percorso fisioterapico troviamo:
Lombalgia acuta
Il dolore può comparire improvvisamente e rendere difficili anche movimenti semplici. In questa fase è importante escludere condizioni che richiedano approfondimenti medici, gestire i sintomi e favorire un ritorno graduale al movimento.
Dolore lombare persistente
Quando il problema dura da tempo, raramente la soluzione consiste semplicemente nel trovare e “correggere” una singola struttura. Movimento, capacità fisiche, carichi quotidiani, sonno, stress, esperienze precedenti e paura del movimento possono contribuire in maniera differente al mantenimento dei sintomi.
Ernia e protrusione discale
Ricevere un referto che parla di protrusione o ernia può preoccupare, ma la presenza di un’alterazione discale non significa automaticamente avere una schiena fragile o essere destinati all’intervento chirurgico. Il significato dell’esame deve sempre essere interpretato insieme ai sintomi e alla valutazione clinica.
Lombosciatalgia e dolore radicolare
Quando il dolore si estende lungo l’arto inferiore e si associa eventualmente a formicolio, alterazioni della sensibilità o della forza, è importante eseguire una valutazione neurologica accurata. Il trattamento viene successivamente impostato sulla base delle caratteristiche individuali e dell’eventuale coinvolgimento delle strutture nervose.
Una risonanza magnetica può fornire informazioni importanti, ma non può raccontare da sola perché hai dolore quando ti pieghi, perché riesci a camminare ma non a stare seduto oppure perché alcuni movimenti migliorano i sintomi mentre altri li aggravano.
Per comprenderlo serve una valutazione clinica.
Durante la prima visita analizziamo la storia e l’andamento del problema, i movimenti e le posizioni che modificano i sintomi e le attività che sono diventate difficili.
La valutazione può comprendere mobilità lombare, forza, controllo del movimento, test funzionali e, quando indicato, esame neurologico e test specifici per valutare il sistema nervoso periferico.
Il trattamento viene quindi costruito sulla base delle informazioni raccolte e della risposta del paziente ai diversi test.
L’obiettivo non è trovare qualcosa da “rimettere a posto”, ma comprendere cosa possiamo modificare per permettere alla tua schiena di tornare progressivamente a muoversi e tollerare il carico.
Non esiste un esercizio o una tecnica efficace allo stesso modo per ogni mal di schiena.
Una persona con un episodio acuto, un paziente con dolore persistente e una persona con sintomi neurologici all’arto inferiore possono aver bisogno di percorsi completamente differenti.
Per questo il trattamento viene continuamente adattato sulla base della risposta ai diversi interventi e dei progressi ottenuti.
Possiamo suddividere il percorso in tre fasi principali, che non rappresentano compartimenti rigidi ma momenti di una progressione personalizzata.
Fase 1 – Gestione del dolore e ritorno al movimento
Quando il dolore è intenso e rende difficile muoversi, il primo obiettivo è ridurre l’impatto dei sintomi e permetterti di recuperare gradualmente le attività di base.
In questa fase posso utilizzare tecniche di terapia manuale rivolte alla colonna lombare e alle strutture associate, quando dalla valutazione emerge una possibile indicazione.
La terapia manuale non ha l’obiettivo di “rimettere a posto” le vertebre, ma può rappresentare uno strumento utile per modulare temporaneamente i sintomi e facilitare il recupero del movimento.
Quando indicato possono essere integrate anche terapie fisiche come la Tecarterapia come supporto alla gestione dei sintomi.
Fin dalle prime sedute, però, cerchiamo di mantenere o recuperare gradualmente il movimento attraverso indicazioni ed esercizi compatibili con la situazione clinica.
L’obiettivo è aiutarti a tornare progressivamente alle attività quotidiane senza alimentare la paura di muovere la schiena.
Fase 2 – Recupero della funzione e delle capacità fisiche
Quando il dolore diventa più gestibile, il trattamento diventa progressivamente più attivo.
Lavoriamo sui movimenti e sulle attività che durante la valutazione sono risultate limitate, recuperando progressivamente mobilità, forza, coordinazione e capacità di tollerare il carico.
Gli esercizi vengono scelti sulla base delle esigenze individuali e progressivamente modificati in funzione della risposta della persona.
Piegarsi, sollevare un oggetto, rimanere seduti, camminare a lungo o svolgere determinate attività lavorative non sono movimenti da evitare per sempre: quando necessario, vengono reintrodotti gradualmente all’interno del percorso riabilitativo.
L’obiettivo è recuperare fiducia nel movimento e aumentare progressivamente ciò che la schiena è in grado di fare.
Fase 3 – Forza e ritorno alle attività
Avere meno dolore non significa necessariamente aver completato il percorso.
Nell’ultima fase lavoriamo affinché la schiena e l’intero corpo siano nuovamente preparati ad affrontare i carichi richiesti dalla vita quotidiana, dal lavoro o dallo sport.
In fisiopalestra costruiamo un programma di esercizio terapeutico progressivo che può comprendere esercizi di forza per tronco e arti inferiori, sollevamenti, esercizi funzionali e attività specifiche per gli obiettivi della persona.
Non cerchiamo di creare una schiena “rigida” o di mantenere continuamente una postura perfetta: lavoriamo per costruire una schiena forte, adattabile e capace di muoversi in modi differenti.
Per chi pratica sport o svolge un lavoro fisicamente impegnativo, i carichi vengono progressivamente avvicinati alle richieste reali dell’attività.
L’obiettivo finale non è semplicemente avere meno dolore, ma tornare a muoverti, lavorare e svolgere le attività che per te sono importanti senza considerare la tua schiena fragile o bisognosa di essere continuamente protetta.

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